La Via Francigena in Campania, costellazione di ‘Patrimoni Minori’

Negli ultimi anni il dibattito scientifico ha riconosciuto con crescente consapevolezza il ruolo strategico del patrimonio territoriale nei processi di sviluppo locale sostenibile. In questa prospettiva, il paesaggio culturale viene interpretato come una risorsa complessa e stratificata, capace di integrare dimensione storica, identità collettiva e potenzialità economiche, offrendo nuove opportunità di valorizzazione per territori marginali e patrimoni diffusi.

All’interno di tale quadro, la Via Francigena – e in particolare il suo tracciato campano – si configura come una vera e propria infrastruttura culturale, in grado di connettere sistemi territoriali, insediamenti minori e testimonianze storiche spesso escluse dai principali circuiti tutela e della valorizzazione. L’attività di ricerca si concentra lungo questo percorso con l’obiettivo di promuovere nuovi modelli di lettura e interpretazione integrata del territorio, fondati su una visione multilivello delle relazioni storiche, paesaggistiche e insediative.

Il contesto di studio si inserisce in un rinnovato interesse per le realtà insediative minori, promosso a livello nazionale da specifiche misure governative, con particolare attenzione alle regioni meridionali del Paese,  caratterizzate da un patrimonio diffuso di grande densità e qualità talvolta poco accessibile e scarsamente integrato nei processi di sviluppo culturale e turistico. La conoscenza e la fruizione di questi insediamenti, frequentemente collocati lungo antichi percorsi oggi parzialmente dismessi o dimenticati, rappresentano uno strumento strategico per la riattivazione di dinamiche territoriali, sociali e culturali a lungo trascurate.

L’attività di ricerca è orientata alla ricognizione e alla documentazione del patrimonio materiale e immateriale distribuito lungo il tracciato campano della Via Francigena, con particolare attenzione a luoghi di culto, architetture difensive e infrastrutture connettive storicamente legate alla gestione e al controllo del territorio. Tali elementi vengono reinterpretati come componenti di un sistema territoriale integrato, capace di restituire continuità e coerenza al paesaggio culturale locale.

Obiettivo del progetto è la definizione di un ‘sistema territoriale dei beni culturali’, inteso come rete di conoscenze e pratiche integrate riferite ad ambiti accomunati da caratteristiche insediative, localizzative e tipologiche replicabili. Questo sistema risponde a una duplice finalità: da un lato, la valorizzazione di territori non connessi ai principali circuiti turistici attraverso la disseminazione dei patrimoni minori indagati e catalogati attraverso strumenti digitali e piattaforme interattive; dall’altro, la progettazione di forme di musealizzazione diffusa che superino i limiti degli spazi espositivi tradizionali, configurando il territorio come esperienza culturale in movimento.

In questa prospettiva, la Via Francigena assume ruolo di dispositivo culturale in transizione, capace di attivare connessioni narrative e territoriali tra i beni che ne costellano il percorso. La mobilità lenta diventa così non soltanto modalità di spostamento, ma strumento di interpretazione e accesso al paesaggio culturale, restituendo il territorio come museo diffuso in cui conoscenza ed esperienza coincidono.

L’ambito di intervento, esteso sia sul piano geografico sia su quello tematico, prevede l’impiego di tecnologie avanzate per il rilievo, la rappresentazione e l’analisi digitale, finalizzate alla costruzione di una mappatura strutturata del patrimonio diffuso. Il tracciato della Francigena costituisce la struttura portante del progetto, in grado di collegare simbolicamente e operativamente le testimonianze analizzate, rafforzando l’identità culturale dei territori attraversati.

La “Costellazione dei patrimoni minori”

I Casi Studio

Madonna del Ponte

Santa Maria in Grotta

Santa Maria in Gruptis

.