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Informazioni generali e descrizione
La chiesa rupestre della Madonna del Ponte si colloca all’esterno del centro urbano di Sessa Aurunca, nel territorio della frazione di Marzuli, lungo il tratto della Via Francigena che conduce verso Teano. Inserita nel paesaggio della cosiddetta Valle dei Mulini, in prossimità del rio Travata e di un ponte in muratura di probabile origine medievale, la chiesa occupa una posizione strategica lungo un antico asse di attraversamento che collegava la città aurunca alle principali direttrici viarie dell’entroterra. Tale contesto ha contribuito alla formazione della dedicazione tradizionale alla Madonna ‘del Ponte’ e suggerisce il ruolo del sito quale tappa di sosta e devozione lungo i percorsi di pellegrinaggio.
Il complesso, oggi in avanzato stato di degrado e parzialmente occultato dalla vegetazione, è addossato direttamente al fronte roccioso, con il quale instaura un rapporto di continuità strutturale e paesaggistica. La facciata, realizzata con grandi blocchi lapidei probabilmente derivati dalle operazioni di scavo dell’invaso rupestre, presenta un impianto organizzato su due ordini. Il livello inferiore è caratterizzato da un portale architravato affiancato da paraste aggettanti e concluso da una cornice lapidea continua, mentre l’ordine superiore è scandito da una finestra incorniciata da un archivolto e da un lucernario destinato all’illuminazione dell’aula liturgica. Sul lato destro si conservano i resti di una struttura verticale interpretabile come torre campanaria.
L’interno si sviluppa attorno a un’aula liturgica a pianta centrale con pareti curvilinee, affiancata da ambienti secondari e percorsi indipendenti che garantivano l’accesso a spazi di servizio e livelli superiori del complesso. Sul fondo si apre il presbiterio, caratterizzato da decorazioni a stucco policromo e da un altare in muratura con nicchia affrescata raffigurante la Vergine allattante affiancata da due santi, tra cui san Sebastiano. L’insieme degli elementi architettonici e iconografici suggerisce che la chiesa facesse parte di un più ampio complesso religioso e assistenziale legato all’accoglienza di pellegrini e malati lungo la Francigena.
Nonostante le gravi condizioni conservative, il sito conserva un forte valore testimoniale, restituendo l’immagine di un luogo in cui architettura, paesaggio e pratiche devozionali si intrecciano lungo i percorsi della mobilità storica.
Rilievo integrato
La documentazione della chiesa rupestre della Madonna del Ponte è stata condotta mediante un rilievo digitale integrato basato sull’integrazione di tecniche image-based e range-based, secondo un workflow adattivo calibrato sulle condizioni operative del sito. Lo stato di avanzato degrado, la fitta copertura vegetale e la presenza di crolli e instabilità strutturali hanno imposto significative limitazioni operative, orientando la strategia di acquisizione verso soluzioni in grado di garantire la sicurezza degli operatori e la salvaguardia del bene.
Le acquisizioni fotogrammetriche hanno interessato il fronte della chiesa e le porzioni esterne accessibili, combinando riprese da UAV con acquisizioni terrestri. Il rilievo aerofotogrammetrico, realizzato con drone DJI Mavic Mini 2, ha consentito la documentazione delle parti in quota e del rapporto tra il prospetto e il fronte roccioso retrostante. A queste si sono affiancate riprese fotografiche da terra effettuate con camera Canon EOS 5D Mark II con obiettivo 24–105 mm L, finalizzate ad aumentare la densità informativa e la qualità del dataset, soprattutto per la lettura delle superfici lapidee e dei dettagli costruttivi della facciata. Le immagini sono state elaborate in ambiente Agisoft Metashape mediante workflow fotogrammetrici basati su algoritmi Structure from Motion (SfM), con produzione di nuvole di punti dense, modelli tridimensionali e ortoimmagini metricamente controllate del prospetto.
Parallelamente, gli ambienti interni accessibili sono stati documentati mediante rilievo di prossimità range-based con sistema Matterport Pro3 dotato di sensore LiDAR integrato. Tale tecnologia ha consentito acquisizioni rapide e sistematiche degli spazi interni, fornendo dataset tridimensionali e immagini HDR utili alla documentazione geometrica e materica, pur nel rispetto delle limitazioni imposte dalle condizioni conservative del complesso.
Le nuvole di punti generate dai due sistemi sono state successivamente integrate tramite procedure di registrazione e fusione in ambiente CloudCompare, permettendo la costruzione di un modello digitale unitario del sito. Il rilievo ha così restituito un gemello digitale tridimensionale della chiesa, fondamentale per la documentazione dello stato di conservazione, per l’analisi critica dell’organismo architettonico e per le successive attività di rappresentazione e valorizzazione digitale.
Rappresentazioni
A partire dal modello tridimensionale integrato è stata sviluppata una serie di rappresentazioni finalizzate alla lettura critica e alla documentazione dello stato di conservazione della chiesa rupestre della Madonna del Ponte. La restituzione grafica ha incluso la produzione di elaborati bidimensionali metricamente controllati – piante, sezioni e prospetti – con particolare attenzione al fronte architettonico e agli ambienti interni accessibili, al fine di chiarire l’organizzazione spaziale del complesso e i rapporti tra la fabbrica in muratura e il fronte roccioso retrostante.
Le ortoproiezioni derivate dal modello fotogrammetrico della facciata hanno consentito di documentare con precisione le caratteristiche costruttive del prospetto, la scansione volumetrica degli elementi architettonici e lo stato di degrado delle superfici lapidee. Analogamente, le restituzioni grafiche degli spazi interni hanno permesso di evidenziare la configurazione dell’aula liturgica, del presbiterio e dei percorsi secondari, contribuendo alla ricostruzione interpretativa dell’organismo architettonico.
In un contesto segnato da gravi condizioni conservative e da una documentazione storica limitata, le rappresentazioni prodotte assumono un valore che trascende la mera restituzione grafica, configurandosi come strumenti di conoscenza, interpretazione e tutela, capaci di preservare la memoria di un bene a rischio e di sostenerne i processi di valorizzazione digitale.
Modellazioni tridimensionali / digital twins
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Documentazione di archivio
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Bibliografia
M. Dimare, Memorie critico-storiche della Chiesa di Sessa Aurunca [Napoli 1906-1907], Sessa Aurunca, Publiscoop, 1993.
Fiorito, A. M. Villucci, Ricognizione di una variante dell’Appia nel tratto Suessa-Teanum, in Studia Suessana, II, 1980, pp. 33-37.
Johannowsky, Problemi archeologici campani, «Rivista di Archeologia e Storia dell’Arte della Campania» (RAAN), L, Napoli 1975, pp. 3-37.
Londrino, Leone IX e Sessa Aurunca. Il papa santo e una città, Caramanica Editore, Marina di Minturno 1998.
Parolino, Sessa Aurunca. Storia della toponomastica, Caramanica Editore, Marina di Minturno 2005.
Valletrisco, Note sulla topografia di Suessa Aurunca, «Rivista di Archeologia e Storia dell’Arte della Campania» (RAAN), LII, 1978. pp. 79-53.
Pubblicazioni consultate
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Pubblicazioni del gruppo di ricerca
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