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Si propone la conoscenza di una costellazione di borghi ricadenti nelle Serre vibonesi nell’antica Calabria Ultra trafitti dal devastante terremoto del 1783. Questi centri, oggi periferici e poco noti, furono tutti colpiti dal sisma che lasciò su di essi segni indelebili.
L’attenzione è stata posta sul territorio in cui ricadono alcuni di questi nuclei e successivamente si è analizzata la forma urbana evidenziando le permanenze e le trasformazioni. Le notizie storiche acquisite, poi, hanno permesso di comprendere le origini e le successive evoluzioni fino a valutare i caratteri rilevanti dei borghi: architettonici, tipologici, costruttivi. Un focus è stato destinato alla comprensione dei danni causati sugli abitati dal sisma del 1783 e di conseguenza alle azioni di ricostruzione, trasformazione, abbandono.
Nelle Serre vibonesi, in un paesaggio a forte valenza storico-architettonica-archeologica, si ritrovano, oggi, città totalmente ricostruite, insediamenti trasformati e nuclei storici dimenticati che vigono con le loro tracce storiche allo stato di rudere. Questi insediamenti sono distribuiti lungo una rete viaria articolata, che si sviluppa prevalentemente seguendo le linee di mezzacosta e di crinale. Si disegna un paesaggio prevalentemente rurale punteggiato da antichi abitati di origine medioevale. L’ambito è poi arricchito da un patrimonio storico-architettonico di elevato valore in cui spiccano la Certosa di Serra San Bruno e il complesso di San Domenico a Soriano unitamente ad altre significative emergenze. Qui la tradizione conventuale è stata depositaria della cultura religiosa ma anche di quella urbana, architettonica, tecnologica, culturale e i monasteri, nel corso dei secoli, hanno prodotto civiltà ed economia.
Alla furia distruttiva del terremoto fece seguito, il 15 febbraio del 1783, l’azione delle autorità governative borboniche. L’impegno più pressante era quello della rinascita dei paesi distrutti in una logica illuministica guardando ai modelli di Lisbona successivi al flagello sismico del 1755.
Quasi tutti i borghi presenti ebbero la stessa sorte, centri di antica formazione disposti sulle alture che furono trafitti e feriti dal sisma, alcuni, come già evidenziato, furono ricostruiti nel luogo originario, per altri si scelse una collocazione più sicura, altri furono abbandonati. La ricostruzione di intere città fu realizzata secondo regole e piani urbanistici totalmente nuovi. L’orientamento del governo fu quello di trasferire gli insediamenti distrutti in nuovi siti meno acclivi, furono così concepite in tutte le Serre calabresi città come: Filadelfia, Mileto, Seminara, Bagnara, Reggio Calabria.
Di contro la gran parte dei borghi danneggiati dal sisma vennero ricostruiti in loco mentre per i paesi più importanti dell’area come Soriano e Serra San Bruno la ricostruzione avvenne per alcune porzioni di abitato in siti più agevoli.
Per ognuno dei borghi prescelti si è progettata e compilata una scheda di catalogazione composta da una sezione dedicata alla situazione attuale degli abitati e, quali elementi aggiuntivi, da due distinte sezioni che raccontano cosa erano prima e dopo il terremoto. Contemporaneamente sono state prodotte delle mappe digitali per approfondire la conoscenza della conformazione urbana, del tessuto edilizio dei vari centri e delle emergenze. Questo al fine della conoscenza dei centri interessati dal sisma del 1783 e delle possibili azioni di conservazione, tutela, riqualificazione e divulgazione/promozione, auspicando che la ricerca compiuta possa essere motore per riportarli in un circuito vitale che arresti le condizioni di perifericità in cui attualmente versano ed evidenzi la grande complessità dei significati di cui sono portatori.
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Lo studio condotto per indagare i centri dell’area delle Serre vibonesi colpiti dal sisma del 1783 si è rivolto per buona parte alla lettura critica delle fonti storiche, della bibliografia e della cartografia storica mentre la documentazione d’archivio relativa all’ambito è risultata piuttosto esigua soprattutto per quel che ha riguardato le fasi diacroniche dei vari borghi. Le analisi affrontate sui nuclei presi a campione sono state effettuate con particolare riferimento ai periodi ante e post sisma, ponendo attenzione alle questioni inerenti alla ricostruzione che, in alcuni casi, ha portato all’edificazione di nuove città in luoghi diversi dai siti primitivi. Grande attenzione è stata dedicata alla lettura critica delle cronache dell’epoca, quali i resoconti di Vivenzio sull’evento sismico, con le relative illustrazioni in: Istoria e teoria de' tremuoti in generale ed in particolare di quelli della Calabria e di Messina del MDCCLXXXIII; di Sarconi, anche in questo caso, con lo studio delle illustrazioni in: Istoria de’ fenomeni del tremoto avvenuto nelle Calabrie, e nel Valdemone nell’anno 1783. Sono inoltre stati esaminati altri testi del tempo sull’evento sismico e sulle ripercussioni avutesi sul territorio (D. De Dolemieu, A. Grimaldi, G. Hamilton, M. Torcia e altri). La cartografia storica esaminata ha riguardato le rappresentazioni della regione di padre Eliseo della Concezione Teresiano con l’indicazione dei danni prodotti dal terremoto nei vari centri dell’ambito considerato. Letture puntuali hanno riguardato l’esamina della cartografia di Blaeu Joan, di Domenico Rossi, di Rizzi Zannone, di Antonio Zatta, Nicolaes Visscher, di Pacichelli in relazione ai centri dell’area delle Serre vibonesi, e gli estratti di Calabria tutti redatti tra i secoli XVII e XVIII. Note archivistiche hanno riguardato l’istituzione e l’operato della Cassa Sacra rinvenute nell’archivio di Stato di Catanzaro, tali dati hanno consentito di selezionare progetti e ri-edificazioni di edifici dei borghi analizzati, inoltre, sono state visionate le fonti documentali contenute nel saggio di I. Principe, estratte dall’autore nell’archivio di Stato di Napoli. Per le emergenze architettoniche e in particolare per il tipo palaziata presente nei vari centri sono stati estratti dati significativi presso la sede dell’archivio di Stato di Cosenza nel fondo notarile. La ricerca teorica e documentale è stata affiancata da quella sul campo che ha previsto: sopralluoghi nei centri storici campione, report fotografici approfonditi, d’insieme e sulle principali architetture e realizzazione di voli con drone.
Si sottolinea l’importanza di tale fase sperimentale e di ricerca anche al fine di verificare e validare le conoscenze ottenute dalle fonti storiche-archivistiche-bibliografiche-cartografiche nonché di ottenere importantissime note critiche circa lo stato di consistenza, l’assetto urbanistico ed i caratteri tipologico-architettonici dei centri difficilmente reperibili, altrimenti, nella bibliografia di settore.
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- Armellino, Nel nome di Penn e Franklin: la nuova Filadelfia calabrese, EuroStudium3w,
gennaio-marzo 2019.
- Aversa, F. Cuteri, Le pietre raccontano…Castelmonardo. Mostra archeologica, Teacher
meeting snc- Filadelfia (VV) 2014.
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- Chimirri, Monterosso Calabro: insediamento e tradizione. Rubbettino, Soveria Mannelli
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Cuteri F., con la collaborazione di Hyeraci G., La Serra C., Salamida P., Villaggi abbandonati
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- Gaudioso, Emergenza macrosismica, controllo del territorio e tutela dell’ordine pubblico nella
Calabria del Settecento, in Mediterranea Ricerche storiche, n.14, 2008.
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- Grimaldi, Il terremoto del 1783 in Calabria e Sicilia. Fonti iconografiche e resoconti di viaggio,
(a cura di) A. D’Ascenzo, Editore Labgeo, Caraci, Roma 2016.
- Guidoboni, G. Ferrari, D. Mariotti, A. Comastri, G. Tarabusi, G. Sgattoni, G. Valensise, CFTI5Med, Catalogo dei Forti Terremoti in Italia (461 a.C.-1997) e nell’area Mediterranea (760 a.C.–1500), Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (INGV), 2018; DOI: https://doi.org/10.6092/ingv.it-cfti5
- Hamilton, Relazione dell’ultimo terremoto delle Calabrie e della Sicilia invi
ata alla società
reale di Londra, stamperia della Rovere, Firenze 1783.
- Maestri, M. Maestri De Luca, Castelmonardo, archeologia medioevale e ricerca interdisciplinare. Edizioni G.A.I., Roma 1978.
- Manfrida, Capistrano ieri ed oggi. Calabria letteraria, Soveria Mannelli 1987.
- Placanica, L’iliade funesta. Storia del terremoto calabro-messinese del 1783, casa editrice
del libro, Roma 1982.
- Plutino, P. Corona, G. Menguzzato, Abete bianco e faggio delle Serre vibonesi, espressione
della continua lotta tra due delle principali specie della selvicoltura appenninica. I.F.M. n. 6
anno 2005.
- Porcelli, Soriano Calabro: il Convento e il Feudo. Quattro secoli di storia. Calabria letteraria,
Soveria Mannelli 2016.
- Principe, Città nuove in Calabria nel tardo Settecento, Effe Emme, Chiaravalle Centrale
1976.
- Principe, 1783: Il progetto della forma: la ricostruzione della Calabria negli archivi di Cassa
sacra a Catanzaro e Napoli, Gangemi Editore, Roma 1985.
- Salerno, Ab antiquissimis temporibus: diritti e poteri signorili monastici nel Mezzogiorno
tardomedievale: Santo Stefano del Bosco, in Mélanges de l’École française de Rome, n.134,
2, École Française de Rome, 2022, versione digitale, https://journals.openedition.org/mefrm/11143.
- Sarconi, Istoria de’ fenomeni del tremoto avvenuto nelle Calabrie, e nel Valdemone nell’anno
1783, presso Giuseppe Campo, Napoli 1784.
- Valensise, Dall’edilizia all’urbanistica. La ricostruzione in Calabria alla fine del Settecento,
Gangemi Editore, Roma 2003.
- Valtieri, I turisti del passato in Calabria: qui «si patisce e si gode» ArcHistoR Extra, n.
4/2018.
- Vivenzio, Istoria e teorie dei tremuoti, Stamperia regale, vol. I, Napoli 1783.
Catalogo INGV. https://storing.ingv.it/cfti/ cfti5/quake.php?02812IT.
https://ingvterremoti.com/2014/02/19/specialei-terremoti-nella-storia-i-borboni-di-napoli-eilgrande-
terremoto-delle-calabrie-del-1783/
https://parcodelleserre.it/comuni-del-parco/,
http://www.comune.filadelfia.vv.it
https://calabriastraordinaria.it/news/gita-amonterosso-calabro-tra-le-serre-vibonesi
https://catalogo.beniculturali.it/detail/ArchitecturalOrLandscapeHeritage/1800177788
Scheda Scan ICCD. https://catalogo.beniculturali. it/detail/ArchitecturalOrLandscapeHeritage/
1800177784
Catalogo storico INGV. https://storing.ingv.it/cfti/cfti5/locality.php?065090.00IT
https://catalogo.beniculturali.it/detail/ArchitecturalOrLandscapeHeritage/ 1800177783
Archivio di Stato di Cosenza [d’ora in poi A.S.Cs.], notaio Vito Antonio Arnoni, n. 93, c. 410 r, 1644.
A.S.Cs., notaio Manilio De Luca, n. 24, c. 3 r, 1598.
A.S.Cs., notaio Bruno Sicilia, n. 631, c. 84 r, 1769.
A.S.Cs., Catasto Onciario 1756
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Scheda Scan ICCD. https://catalogo.beniculturali. it/detail/ArchitecturalOrLandscapeHeritage/
1800177784
Catalogo storico INGV. https://storing.ingv.it/cfti/cfti5/locality.php?065090.00IT
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Archivio di Stato di Cosenza [d’ora in poi A.S.Cs.], notaio Vito Antonio Arnoni, n. 93, c. 410 r, 1644.
A.S.Cs., notaio Manilio De Luca, n. 24, c. 3 r, 1598.
A.S.Cs., notaio Bruno Sicilia, n. 631, c. 84 r, 1769.
A.S.Cs., Catasto Onciario 1756
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