Settore di Mercurio

Informazioni generali e descrizione

Il cosiddetto Tempio di Mercurio costituisce uno degli edifici più noti e rappresentativi del complesso delle Terme di Baia ed è universalmente riconoscibile per la sua grandiosa copertura emisferica, considerata una delle più antiche cupole di grande luce dell’architettura romana. L’edificio, databile alla prima età imperiale (I secolo d.C.), non assolveva una funzione cultuale, ma era parte integrante di un articolato sistema termale, probabilmente destinato ad ambienti di balneazione o di rappresentanza. La denominazione tradizionale deriva da interpretazioni antiquarie e dalla monumentalità dello spazio, ma è oggi superata in favore di una lettura funzionale coerente con l’organizzazione complessiva del complesso di Baia. Dal punto di vista architettonico, l’edificio rappresenta un caso di straordinaria sperimentazione tecnologica, in particolare per l’uso del calcestruzzo romano e per le soluzioni adottate nella costruzione della cupola.

Rappresentazioni

A partire dai dati di rilievo sono state prodotte rappresentazioni bidimensionali quali piante, sezioni e prospetti, fondamentali per l’analisi dell’organismo architettonico e per la comprensione delle soluzioni strutturali adottate. Le sezioni hanno consentito di leggere in modo chiaro la configurazione della cupola, lo spessore delle murature e il rapporto tra spazio coperto e ambienti di servizio.

Documentazione d’archivio

L’interpretazione del monumento è stata supportata dalla consultazione di documentazione storica, descrizioni antiquarie, rilievi e studi ottocenteschi e novecenteschi, che hanno contribuito alla costruzione dell’immagine storica del cd. Tempio di Mercurio e alla sua progressiva rilettura funzionale all’interno del sistema termale di Baia.

Pubblicazioni consultate

Studi storici e archeologici sul complesso termale di Baia:

Amalfitano, P., Camodeca, G., & Medri, M. (1990). I Campi Flegrei: un itinerario archeologico (1ª ed.). Marsilio.

Maiuri, A. (1958). I Campi Flegrei. Roma: Istituto Poligrafico e Zecca dello Stato.

Veronese, L. (2018). Alle origini di una difficile tutela: Amedeo Maiuri e i restauri al parco archeologico delle terme di Baia. Restauro Archeologico, 26(1), 20–43. https://doi.org/10.13128/RA-234

Studi sulle geometrie generative e sulle cupole romane:

Rakob, F. (1988). Römische Kuppelbauten in Baiae. Die Gewölbeprofile. In Mitteilungen des Deutschen Archäologischen Instituts, Römische Abteilung, 95, 257–301. Verlag Philipp von Zabern.

Rakob, F. (1992). Le cupole di Baia. In M. Gigante (a cura di), Civiltà dei Campi Flegrei. Atti del convegno internazionale, 229–258. Giannini Editore.

De Angelis d’Ossat, G. (1942). Il Tempio di Venere a Baia. In Estratto dal Bull. del Museo dell’Imp. Rom., Vol. XIII. Stabilimento tipografico ditta Carlo Colombo.

De Angelis d’Ossat, G. (1977). L’architettura delle terme di Baia. In I Campi Flegrei nell’archeologia e nella storia. Atti dei Convegni dei Lincei 33. Roma, 4-7 maggio 1976, 247–272. Accademia Nazionale dei Lincei.

Studi recenti con rilievo integrato e analisi strutturale:

Sinopoli, A., Valenti, G. M., Bruno, M., Conti, C., Romor, J., & Martines, G. (2018). Primato romano delle volte: Il tempio di Diana a Baia. In S. D’Agostino & F. R. D’Ambrosio Alfano (a cura di), International Conference on History of Engineering, 7° Convegno di Storia dell’Ingegneria, 57–71. Cuzzolin.

Sinopoli, A., & Aita, D. (2021). The Dome of the Temple of Diana in Baiae: Geometry, Mechanics and Architecture. In P. Roca, L. Pelà, & C. Molins (a cura di), 12th International Conference on Structural Analysis of Historical Constructions. SAHC 2020, 433–444. CIMNE. https://doi.org/10.23967/sahc.2021.285

Florio, R., Catuogno, R., Della Corte, T., Sanseverino, A., Borrelli, C., & Tortoriello, A. (2024). ‘Modello’ e forma del cosiddetto tempio di Diana presso le Terme di Baia. In F. Bergamo et al. (a cura di), Measure / Out of Measure. Proceedings of the 45th International Conference of Representation Disciplines Teachers, 1395–1424. FrancoAngeli. https://doi.org/10.3280/oa-1180-c541

Maggio, F., & Garozzo, A. (2024). L’analisi grafica tra tradizione e innovazione. TRIBELON Journal of Drawing and Representation of Architecture, Landscape and Environment, 1(1), 60–73. https://doi.org/10.36253/tribelon-2857

Teoria della rappresentazione e memoria:

Augé, M. (2003). Le temps en ruines. A. Serafini (a cura di), trad. it., Rovine e macerie. Il senso del tempo (2004). Bollati Boringhieri.

Bergson, H. (1986). Matière et mémoire. F. Sossi (a cura di), trad. it., Opere 1889-1896. Mondadori.

Settis, S. (2004). Futuro del ‘classico’. Einaudi.